Mito 1: il caffè disidrata il corpo?

Mito 1: il caffè disidrata il corpo? Mito 1: il caffè disidrata il corpo?

Chi beve caffè farebbe bene ad accompagnarlo con un bicchiere d'acqua, per compensare la perdita di liquidi dovuta all'effetto disidratante della caffeina. Questa raccomandazione è tuttavia sbagliata e si basa su un’interpretazione errata di dati contenuti in studi di qualche anno fa.

Oggi si sa che un bicchiere d’acqua e una tazza di caffè influenzano allo stesso modo il bilancio idrico del corpo. La caffeina contenuta nel caffè ha sì un effetto diuretico e causa una maggiore escrezione di sodio, ma un consumo suddiviso nell’arco dal giornata permette al corpo di compensarla bene. Una quantità compresa fra tre e quattro tazze di caffè al giorno è ritenuta moderata e può essere presa in considerazione senza alcun problema nel quadro dell’assunzione di liquidi giornaliera consigliata, pari a 1.5 litri. Chi beve l’acqua dopo il caffè assume dunque una doppia quantità di liquidi.

Il caffè è sano

Uno studio indipendente pubblicato lo scorso anno nel British Medical Journal mostra i vari effetti positivi del caffè. Consumarne da tre a quattro tazzine al giorno è la dose più salutare. Secondo questo studio, il caffè ha 19 effetti positivi e fra l’altro riduce il rischio di ammalarsi di Parkinson, di Alzheimer, di depressione e di patologie epatiche. Anche il metabolismo e il sistema cardiocircolatorio si giovano del caffè, in quanto esso riduce per esempio il rischio di infarto del miocardio o di ictus. Questi effetti sono dovuti alle proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie delle molte sostanze presenti nel caffè torrefatto.

E cosa succede se si beve più caffè di quanto consigliato?

Nulla, afferma lo studio. Tuttavia, le ripercussioni positive sulla salute sono minori rispetto a quelle che si ottengono rispettando la dose di tre-quattro tazzine al giorno.


Fonti

Frau sitzt mit Laptop am Esstisch
Mangiare in modo sano

Cambiare alimentazione

Non una dieta. Ma un modo semplice per nutrirsi in maniera varia e equilibrata.

Ecco come fare