Finanziamento ospedaliero e pianificazione ospedaliera

Con il finanziamento ospedaliero entrato in vigore nel 2012 si è passati dal precedente principio di rimborso dei costi all’attuale rimunerazione orientata alle prestazioni. Da allora, le degenze ospedaliere vengono indennizzate mediante forfait in funzione delle prestazioni. Quindi, non devono più essere i costi di un ospedale a determinare l'entità della tariffa, bensì un prezzo derivante anche dai risultati degli ospedali efficienti. In occasione dell'assegnazione dei mandati per prestazioni stazionarie, i Cantoni sono tenuti a prendere in considerazione allo stesso modo operatori pubblici e privati. Le pazienti e i pazienti hanno la possibilità di scegliere fra gli ospedali di tutta la Svizzera riportati negli elenchi. In questo modo si vuole dare inizio alla concorrenza tra gli ospedali risp. incrementarla. A lungo termine dovrebbero confermarsi sul mercato i fornitori di prestazioni che riescono a fornire le proprie prestazioni con efficienza e in qualità sufficiente. La richiesta di regole di finanziamento uniformi per prestazioni ambulatoriali e stazionarie è un tema che deve ancora essere discusso.

Secondo la Costituzione federale, i Cantoni sono competenti in materia di pianificazione ospedaliera. La Legge sull’assicurazione malattie (LAMal) stabilisce che, nel quadro di questa pianificazione, i Cantoni gestiscano l’autorizzazione degli ospedali a esercitare a carico dell’AOC mediante elenchi ospedalieri (mandati di prestazioni) e in quest’ottica tengano conto dei criteri di pianificazione previsti nell’Ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal da art. 58a ad art. 58e). La pianificazione deve coprire il fabbisogno e i Cantoni sono tenuti al coordinamento intercantonale delle pianificazioni. In questo modo si perseguirebbero chiaramente gli obiettivi di evitare l’eccesso dell'offerta di cure mediche, contenere i costi e garantire la necessaria qualità. Con l’eccezione di pochi casi, che coinvolgono aree limitate, finora non c’è stato questo tipo di coordinamento intercantonale. Perlopiù all’insegna del perseguimento di interessi locali e di politica economica, la pianificazione continua a rimanere in grandissima parte confinata all’interno dei confini cantonali. In questo quadro, la «concorrenza» con gli altri Cantoni fa sì che non solo si mantengano le sovraccapacità già esistenti, ma addirittura se ne creino di nuove. Il rafforzamento della propria sede avviene di norma mediante la promozione dei propri ospedali (prestazioni di interesse economico generale, investimenti, definizione di tariffe di riferimento troppo basse per trattamenti extracantonali, ecc.), il che, oltre a limitare la libertà di scelta degli assicurati, penalizza gli altri ospedali e quindi provoca una distorsione della concorrenza. Questo modo di agire, basato su interessi locali e di politica economica, si esplicita nell’attuale concorrenza fra i Cantoni in materia di investimenti. Invece che un contenimento dei costi, questo tipo di pianificazione ospedaliera genera forzatamente un aumento degli stessi, poiché di norma si rifinanziano sovraccapacità già presenti mediante un eccesso dell’offerta di prestazioni sanitarie. È evidente che i Cantoni non sono riusciti a utilizzare il loro ampio margine di azione nel determinare obiettivi di politica sanitaria sovraordinati. La responsabilità in tal senso ricade con tutta probabilità sul loro ruolo plurimo di gestori degli ospedali e autorità di vigilanza nonché preposte a fornire le autorizzazioni. Pertanto, è assolutamente necessario risolvere gli attuali conflitti di interesse e introdurre una pianificazione ospedaliera a livello regionale sensata e rivolta a coprire il fabbisogno effettivo.

Nel frattempo, il Consiglio federale ha deciso di uniformare ulteriormente i requisiti per la pianificazione di ospedali e case di cura, mediante una modifica dell’ordinanza. La misura serve ad aumentare la qualità delle cure mediche nell’ambito stazionario e a contenere i costi. L’esame dell’economicità degli ospedali deve essere uniforme in tutta la Svizzera. A livello di qualità, i requisiti delle istituzioni interessate sono disciplinati con maggiore precisione. Inoltre, gli ospedali presenti negli elenchi ospedalieri cantonali non possono più versare indennizzi legati alla quantità o bonus. L'obiettivo è combattere l'aumento della quantità, ingiustificato dal punto di vista medico. I Cantoni sono quindi tenuti anche a coordinare maggiormente la pianificazione degli ospedali e delle case di cura. Le nuove disposizioni nell’ordinanza sull’assicurazione malattie relative ai criteri di autorizzazione e alla pianificazione di ospedali e case di cura sono in vigore dal 1° gennaio 2022. In linea di principio, la CSS è d’accordo con l’adeguamento dell’ordinanza per quanto riguarda i criteri di pianificazione. L’uniformazione dei criteri della pianificazione ospedaliera in tutta la Svizzera è da tempo improrogabile. La determinazione della sistematica dei gruppi di prestazioni, il fatto che si tenga conto dell’economicità e soprattutto il maggiore peso della qualità degli ospedali nella pianificazione sanitaria possono portare a una precisazione e a un’uniformazione delle procedure cantonali. Inoltre, l’adeguamento dell’ordinanza prevede l’ampliamento del coordinamento tra i Cantoni, il che promuove l’auspicato rafforzamento della concentrazione dell’offerta di prestazioni. Per quanto concerne le possibilità di pilotaggio dei Cantoni mediante la determinazione delle quantità massime di prestazioni, purtroppo il DFI non ha dato seguito alla richiesta della CSS. Per gli assicuratori non è verificabile il raggiungimento di quote fissate a livello cantonale. Nell’ordinanza avrebbe quindi dovuto essere obbligatoriamente garantito che un Cantone non si possa esentare unilateralmente dall’obbligo di assunzione dei costi nel caso in cui un ospedale violi una o più condizioni.

Inoltre, la CSS sostiene un diritto di contestazione delle associazioni delle assicurazioni malattie nei confronti della pianificazione stazionaria dei Cantoni, come previsto dal primo pacchetto di misure elaborato dal Consiglio federale.

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