Alimentazione antin­fiamma­toria: quali alimenti riducono le infiammazioni nel corpo

Una donna è in cucina con in mano un’insalata bowl davanti alla telecamera. La ciotola è piena di verdure e ceci diverse e buoni.

Spesso le infiammazioni silenti passano inosservate per un lungo periodo di tempo e possono avere un forte influsso sul benessere, l’energia e la salute. Un’alimentazione corretta aiuta l’organismo a regolare i processi infiammatori e a ritrovare l’equilibrio.

Risposte a domande fre­quenti sulle infiammazioni

L’alimentazione influenza direttamente i processi infiammatori: alcuni alimenti come i frutti di bosco, le verdure a foglia verde e gli alimenti ricchi di omega-3 regolano e proteggono, mentre i prodotti pronti altamente lavorati, i dolci ricchi di zucchero e i cibi fritti favoriscono le infiammazioni.

Un’alimentazione antinfiammatoria si basa su alimenti il più possibile naturali e non trasformati e comprende un’elevata percentuale di frutta e verdura.

Frutti di bosco, noci, semi, verdure a foglia verde, alimenti fermentati come kefir, kimchi o kombucha, pesce, cipolle, verdure di colore rosso come peperoni rossi, barbabietole o cavolo rosso, ecc.

Alimenti molto lavorati, carni rosse e salumi, prodotti a base di farina bianca, alcol in grandi quantità, zuccheri raffinati, ecc.

Le infiammazioni croniche o silenti passano perlopiù inosservate: il sistema immunitario rimane attivo e mette a dura prova il corpo a lungo termine. Le infiammazioni acute sono una reazione di difesa a breve termine dell’organismo a lesioni o infezioni e sono accompagnate da sintomi tipici come arrossamento, gonfiore e dolore.

Le infiammazioni silenti mettono a dura prova il corpo, disturbano la rigenerazione e favoriscono lo sviluppo di patologie come il diabete, le malattie cardiovascolari o quelle autoimmuni. Allo stesso tempo, le centrali elettriche delle nostre cellule, i mitocondri, si indeboliscono. L’invecchiamento cellulare viene quindi accelerato.

  • Un’alimentazione squilibrata e un consumo eccessivo di acidi grassi omega-6
  • Stress cronico
  • Stress ossidativo (quando i radicali liberi danneggiano le cellule del corpo)
  • Mancanza di sonno
  • Mancanza di attività fisica
  • Una flora intestinale disturbata

Un’alimentazione sana ricca di alimenti antinfiammatori, una sufficiente attività fisica, una buona igiene del sonno e la riduzione dello stress permettono di frenare i processi infiammatori.

Cosa sono le infiamma­zioni e cosa provocano nell’organismo?

In linea di principio le infiammazioni acute «classiche» sono qualcosa di positivo. Sono tra i principali meccanismi di protezione del nostro corpo. Non appena si manifestano virus, batteri o lesioni, il sistema immunitario attiva in modo mirato le cellule immunitarie e le sostanze messaggere. L’obiettivo è combattere il fattore scatenante e iniziare la guarigione. I sintomi tipici sono arrossamento, gonfiore, calore, dolore e una ridotta funzionalità del tessuto interessato. Anche nel sangue si rilevano marker infiammatori elevati.

Non appena il pericolo è scongiurato e la rigenerazione è completa, queste reazioni infiammatorie si attenuano.

Cosa sono le infiammazioni silenti?

Diventa un problema quando alcune infiammazioni sono latenti in noi e non vengono più «spente». In questo caso si parla di infiammazioni silenti o di «silent inflammations». Nella maggior parte dei casi si sviluppano lentamente nell’arco di mesi o anni, senza che si avverta a lungo la comparsa di sintomi. Tuttavia, mettono a dura prova i tessuti, interrompono i processi di riparazione e rallentano la rigenerazione delle nostre cellule.

Cosa provoca un’infiammazione silente?

Un’alimentazione squilibrata, la mancanza di movimento, la mancanza di sonno cronica e lo stress costante possono attivare in modo duraturo il sistema immunitario e favorire così lo sviluppo di processi infiammatori. Non si tratta tanto di singole abitudini malsane, quanto piuttosto di schemi ricorrenti che mettono il sistema immunitario in uno stato di allarme permanente subliminale.

Nell’alimentazione ricoprono un ruolo particolare gli alimenti molto lavorati e ricchi di zuccheri, che possono causare forti oscillazioni glicemiche e determinare la distribuzione di neurotrasmettitori che favoriscono l’infiammazione nel corpo.

Flora intestinale e infiammazioni silenti

Recenti studi dimostrano che uno squilibrio nel microbioma intestinale, vale a dire nella flora intestinale, può rafforzare ulteriormente i processi infiammatori. L’intestino è molto più di un semplice organo della digestione: tramite il cosiddetto asse intestino-cervello è in stretto contatto con il cervello, il sistema immunitario e altri organi. Questo collegamento influenza non solo la digestione, ma anche i processi infiammatori, le reazioni allo stress e il benessere generale.

Possibili conseguenze delle infiammazioni silenti

A lungo termine, questi processi infiammatori cronici possono favorire lo sviluppo di numerosi disturbi e malattie, tra cui:

  • diabete mellito
  • demenza
  • fegato grasso non alcolico (NAFL)
  • mal di testa, dolori muscolari e articolari cronici
  • disturbi del sonno
  • insulino-resistenza aumentata
  • disturbo della barriera intestinale («leaky gut»)
  • invecchiamento cellulare accelerato
  • malattie cardiovascolari

Riconoscere i tratti distin­tivi delle infiammazioni acute e di quelle silenti

La tabella mostra un confronto tra infiammazioni acute e silenti, in base a diverse categorie come trigger, funzione, sintomi, ecc.
  Infiammazione acuta Infiammazione silente
Cause determinanti Reazione a una lesione o a un disturbo concreti Vari fattori che hanno un influsso, come stile di vita o stress
Obiettivo / funzione Parte della difesa naturale / guarigione Nessun chiaro beneficio; può mettere a dura prova il corpo
Sintomi Chiaramente visibili: arrossamento, gonfiore, dolore ecc. Non specifici o inavvertiti per lungo tempo: stanchezza, mancanza di energia, predisposizione alle infezioni
Durata A breve termine e si attenuano dopo la guarigione A lungo termine e subliminali
Conseguenze Di regola senza conseguenze se il decorso è normale Possono aumentare il rischio di malattie croniche

Sostanze nutritive antinfiammatorie: cosa aiuta davvero?

Un’alimentazione antinfiammatoria si basa su alimenti il più possibile naturali e non trasformati. Altrettanto decisiva è un’alimentazione complessivamente varia, ricca di verdura, frutta, prodotti integrali e grassi sani. Determinate sostanze nutritive possono sostenere gli effetti antinfiammatori nel corpo. La panoramica mostra una selezione di queste sostanze nutritive ed esempi di alimenti in cui sono presenti.

Acidi grassi omega-3

Riducono le sostanze infiammatorie messaggere e sostengono la membrana cellulare. Si trovano ad es. in semi di lino, noci, semi di chia, olio di colza, pesci grassi (salmone, sgombro, aringa), olio di pesce, olio di alghe

Antiossidanti (vitamina C, E, polifenoli, carotenoidi)

Neutralizzano i radicali liberi e proteggono le cellule. Ad es. frutti di bosco, verdura a foglia verde, peperoni rossi, kiwi, agrumi, finocchio, tè verde, olio d’oliva, olio di germe di frumento, pomodori, carote

Fibre dietetiche

Favoriscono una flora intestinale sana e rafforzano la barriera intestinale. Ad es. in legumi, noci, semi, cereali integrali e pseudocereali, funghi, frutta, verdura

Sostanze vegetali secondarie

Regolano i processi infiammatori e hanno un effetto protettivo sulle cellule. Ad es. in curcuma (curcumina), curry, zenzero, broccoli, erbe

Alimenti fermentati e fibre prebiotiche

Supportano una flora intestinale sana, stimolano i batteri intestinali desiderabili e indirettamente hanno un effetto antinfiammatorio

  • Alimenti fermentati: crauti (crudi), kimchi, kefir, yogurt, kombucha (senza dolcificanti), miso, tempeh
  • Fibre prebiotiche: ad es. in bucce di psillio, beta-glucani di avena, fibre di acacia, inulina in p. es. cicoria o carciofi

Minerali e oligoelementi (mag­nesio, zinco, ferro, selenio)

Questi micronutrienti sono fondamentali per il funzionamento del sistema immunitario, i processi antiossidanti e la regolazione dell’infiammazione. Ad es. in polvere di cacao cruda, legumi, mandorle, sesamo, prodotti integrali, spinaci e verdura a foglia verde scuro, noci del Brasile (a causa dell’elevato contenuto di selenio max 2-3 al giorno)

L’uomo prepara il cibo in cucina.

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Elenco degli alimenti antinfiammatori

Nella vita quotidiana è utile avere a portata di mano una piccola selezione di cibi antinfiammatori e ricchi di nutrienti. Rafforzano il sistema immunitario e favoriscono l’equilibrio.

Carboidrati complessi e fonti di fibre

Stabilizzano la glicemia, nutrono la flora intestinale e hanno un effetto regolatore sui processi infiammatori:

Fonti di proteine sane

Sostengono la protezione delle cellule, la rigenerazione e stabilizzano il sistema immunitario:

  • lenticchie, ceci, fagioli neri
  • tofu, tempeh
  • yogurt naturale o vegetale (non dolcificato).
  • uova (in quantità moderata)
  • pesce grasso (salmone, aringa, sgombro, in quantità moderata)

Verdura verde e antiossidanti

Questi alimenti hanno un effetto protettivo delle cellule, antinfiammatorio e rafforzano le difese immunitarie del corpo:

  • broccoli
  • spinaci (freschi o surgelati)
  • cavolo riccio
  • zucchine
  • peperoni
  • frutti di bosco (freschi o surgelati)
  • erbe come prezzemolo, coriandolo, basilico

Grassi sani e acidi grassi antinfiammatori

I seguenti grassi possono ridurre i processi infiammatori e sostenere le membrane cellulari:

  • mandorle, anacardi, noci
  • semi di lino, semi di chia
  • crema di noci (p. es. crema di mandorle)
  • olio d’oliva vergine, olio di colza vergine, olio di lino

Spezie e sostanze vegetali secondarie

Ecco gli antinfiammatori naturali per la cucina di tutti i giorni:

  • curcuma (ideale con pepe e un po’ di grasso)
  • zenzero
  • cannella
  • aglio
  • tè verde

Acidi grassi omega nell’ali­mentazione antinfiammatoria

Gli acidi grassi omega-6 sono importanti per l’organismo e svolgono diverse funzioni. Nella dieta occidentale vengono però spesso assunti in grandi quantità, ad esempio attraverso gli oli vegetali raffinati e gli alimenti altamente lavorati. Se allo stesso tempo si consumano troppo pochi omega-3, l’equilibrio può alterarsi e favorire processi infiammatori nel corpo. Come orientamento, si consiglia spesso un rapporto di circa 4:1 (omega-6 vs. omega-3) o inferiore.

Panoramica degli acidi grassi omega-6 e omega-3

Fonti di omega-6 (ricorrono spesso nella dieta)

  • Oli vegetali come l’olio di girasole, di germi di mais o di soia
  • Prodotti pronti altamente lavorati

Fonti di omega-3 (spesso vengono consumate troppo poco)

  • Fonti vegetali: semi di lino, olio di lino, semi di chia, noci, olio di colza
  • Fonti animali: pesci grassi quali il salmone, l’aringa o lo sgombro
  • Integrazioni: olio di pesce o olio di alghe

Alimenti che favoriscono le infiammazioni

Determinati alimenti e forme di preparazione possono favorire processi infiammatori nel corpo, soprattutto se consumati spesso e in grandi quantità. Possono affaticare il metabolismo, alterare l’equilibrio della flora intestinale o attivare segnali infiammatori nel corpo. Ne fanno parte, per esempio:

  • prodotti fortemente lavorati con molti additivi
  • prodotti a base di farina bianca, come pane bianco, biscotti e carboidrati raffinati
  • cibi ricchi di zucchero, dolciumi e bevande analcoliche
  • consumo eccessivo di carne
  • grassi trans di produzione industriale (ad es. nelle patatine, nei fast food, nei dolci pronti)
  • uso eccessivo di oli vegetali ricchi di omega-6, soprattutto se sottoposti ad alte temperature
  • consumo eccessivo di alcol;

Riconoscere le abitudini che favoriscono le infiammazioni e sostituirle nel quotidiano

Anche piccoli cambiamenti nella vita di tutti i giorni possono contribuire a ridurre i processi infiammatori nel corpo. Non si tratta tanto di divieti severi, quanto di decisioni più consapevoli. Ad esempio, mangiare in modo consapevole può aiutare a interrompere il comportamento alimentare inconscio o evitare la fame emotiva e ad ascoltare maggiormente i segnali del proprio corpo.

Favoriscono un’infiammazione

Abitudini da evitare

  • Pasti «on the go» per mancanza di tempo
  • Snack ricchi di zuccheri in caso di stress o esaurimento
  • Uso frequente di prodotti pronti molto lavorati
  • Stare seduti a lungo senza muoversi
  • Ritmo del sonno irregolare
  • Sovraccarico sensoriale permanente (TV, laptop, cellulare, ecc.)

Migliori alternative per il corpo

Abitudini da promuovere

  • Mangiare con consapevolezza stando seduti, prendersi un po’ di tempo e mangiare lentamente
  • Spuntini ricchi di sostanze nutritive, ad esempio noci, frutta, hummus con verdure, yogurt con frutti di bosco
  • Pasti freschi e semplici con molta verdura, cereali integrali e grassi sani
  • Pause attive, brevi passeggiate o attività fisica dolce
  • Dormire e alzarsi a orari il più possibile fissi, nonché una routine serale rilassante
  • Staccare consapevolmente la spina, p. es. non mangiare davanti alla TV e non portare il cellulare a tavola

Mini checklist: mi alimento in modo antinfiamma­torio?

Questa breve autoriflessione la aiuta a valutare quanto siano già antinfiammatorie le sue abitudini alimentari:

  • La mia alimentazione è composta prevalentemente da alimenti di origine vegetale non trasformati?
  • Uso con parsimonia zucchero, farina bianca e prodotti pronti nel quotidiano?
  • Integro regolarmente grassi sani come noci, semi o oli di alta qualità?
  • Presto attenzione a un apporto sufficiente di fibre tramite verdura, legumi e cereali integrali?
  • Bevo acqua a sufficienza durante la giornata?
  • Come mi sento dopo aver mangia­to? Provo una leggera e piacevole sazietà oppure stanchezza e gonfiore?
  • Ho un’energia stabile o forti fluttuazioni durante la giornata?

A più domande riesce a rispondere con un «sì», meglio la sua alimentazione aiuta il suo corpo a regolare l’infiammazione e a rimanere in equilibrio.

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